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Ingredienti delle Eolie

Gli ingredienti delle Eolie: acqua termale, fango, sale e piante

Dal vulcano al mare, dalla terra alle piante: cosa sono gli ingredienti delle Isole Eolie, cosa possono fare sulla pelle e come leggerli in etichetta.

Redazione · Aggiornato il · 15 min di lettura
Mani che tengono una ciotola di pietra lavica con fango grigio, accanto sale marino, fico d'india, mandorle e alghe, Strombol

Gli ingredienti naturali cosmetici che raccontano meglio le Isole Eolie sono cinque famiglie: l’acqua termale, il fango, il sale marino, le alghe e le piante del Mediterraneo, come il fico d’India, il mandorlo, l’aloe e la rosa. Ognuno ha un compito preciso sulla pelle. L’acqua termale fa da base e contribuisce all’idratazione. Il fango assorbe il sebo e le impurità. Il sale e le polveri vegetali levigano. Gli oli e gli estratti delle piante ammorbidiscono e danno comfort.

Questa guida li prende uno per uno. Ti spiega da dove vengono, cosa possono fare (e cosa no), come riconoscerli nell’elenco degli ingredienti e in quali prodotti li usiamo. Per ogni ingrediente trovi anche l’articolo che lo approfondisce, se vuoi andare oltre.

Come si legge un INCI (e perché conta)

Prima di parlare dei singoli ingredienti serve uno strumento: l’INCI. È la sigla di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, cioè la nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici. Sono i nomi ufficiali, uguali in tutta l’Unione europea e in gran parte del mondo. La normativa europea chiede che ogni cosmetico riporti l’elenco dei suoi ingredienti sull’etichetta o sulla confezione.

Veduta dall'alto delle Isole Eolie con Vulcano e Lipari nel mare blu all'alba
Le Eolie: isole vulcaniche da cui vengono acqua termale, fango e sale.

All’inizio l’elenco sembra scritto in un’altra lingua. In parte è così: molti nomi sono in latino o in inglese tecnico. Ma bastano poche regole per orientarsi.

Il nome latino e il nome comune

Le piante compaiono con il loro nome botanico latino, seguito dalla parte usata. “Prunus Amygdalus Dulcis Oil” è l’olio di mandorle dolci. “Opuntia Ficus-Indica Stem Extract” è l’estratto delle pale del fico d’India. “Aloe Barbadensis Leaf Juice” è il succo delle foglie di aloe. Anche i minerali hanno nomi latini: “Maris Sal” è il sale marino, “Solum Fullonum” è la terra di Fuller, un’argilla.

L’acqua comune e l’acqua termale si scrivono entrambe “Aqua”. Nel database COSMILE di Cosmetics Europe la scheda di Aqua distingue le acque per origine (di rubinetto, demineralizzata, di sorgente, termale), ma in etichetta il nome resta uno. Per questo il nome INCI, da solo, non ti dice se l’acqua è termale. L’acqua di mare, invece, ha un nome suo: ne parliamo più avanti.

L’ordine dell’elenco

Gli ingredienti sono elencati dal più abbondante al meno abbondante. Quelli presenti in concentrazioni molto basse, però, possono essere elencati in ordine libero, dopo gli altri. Per questo “Aqua” è quasi sempre al primo posto: è la base di creme, latti e gel. Gli estratti vegetali e i profumi stanno di solito nella seconda metà, perché ne bastano piccole quantità.

Gli asterischi raccontano l’origine

Quando un nome ha uno o più asterischi, cerca la nota in fondo all’elenco. Lì il produttore spiega cosa c’è di particolare in quell’ingrediente: per esempio che l’acqua è termale, che un’argilla è un fango di origine termale o che una pianta viene da agricoltura biologica. Di solito è il punto dell’etichetta in cui l’origine di un ingrediente è scritta in modo preciso.

Cosa cercare nell’INCIPerché
AQUA con l’asterisco e la nota “acqua termale”Il solo nome Aqua non distingue l’acqua termale da quella comune
MARIS SALÈ il sale marino: negli scrub leviga, in una crema ha un ruolo minore
SOLUM FULLONUMÈ la terra di Fuller, un’argilla che assorbe sebo e impurità
Nomi botanici in latinoTi dicono la pianta e la parte usata: olio, estratto, succo, acqua aromatica
PARFUM e i nomi in fondo (Limonene, Linalool, Citral…)Sono il profumo e le sue componenti: utili da sapere se hai una pelle reattiva

Saper leggere l’INCI serve a tutte le età, ma diventa più utile quando la pelle cambia. Se vuoi capire come si trasforma la pelle con gli anni e come cambiare la routine di conseguenza, trovi tutto nella guida alla pelle dopo i 40 anni.

L’acqua termale: la base della formula

Le Eolie sono un arcipelago vulcanico. L’UNESCO le ha iscritte nel Patrimonio Mondiale proprio per i loro fenomeni vulcanici: sono studiate almeno dal Settecento e hanno dato alla vulcanologia gli esempi di due tipi di eruzione, la vulcaniana e la stromboliana, che portano i nomi di Vulcano e Stromboli. Su un terreno così l’acqua che circola nel sottosuolo incontra rocce e calore.

Cos’è un’acqua termale

In breve: è un’acqua che risale dal sottosuolo dopo un percorso tra le rocce, da cui prende calore e sali minerali. Ne esce un’acqua diversa da sorgente a sorgente, più o meno calda e più o meno ricca di sali. Per questo non esiste “l’acqua termale” in generale: quella di una sorgente francese non è uguale a quella di una sorgente siciliana, e i risultati di una non valgono per l’altra.

Cosa può fare sulla pelle

In un cosmetico l’acqua termale ha prima di tutto un ruolo pratico: è il solvente che scioglie gli altri ingredienti e ne fa da veicolo, e porta con sé i suoi sali minerali. Diverse acque termali sono usate nei cosmetici per il loro effetto anti-irritante, ed è per questo che si trovano spesso nei prodotti per pelli sensibili. Le revisioni scientifiche ricordano però che i meccanismi non sono ancora del tutto chiariti.

Non sostituisce la crema: rinfresca e prepara, poi serve qualcosa che nutra. Da dove viene, quando usarla e come inserirla nella routine di mattina e sera lo spieghiamo in acqua termale per il viso: a cosa serve e come si usa.

Come riconoscerla in etichetta

Cerca “Aqua” con l’asterisco e leggi la nota. Nelle schede tecniche dei nostri prodotti a base termale la nota dice “Acqua Termale Vulcanica” o “Acqua Termale di origine Vulcanica”. Un esempio è Sogno Termale, il nostro latte detergente per il viso: la sua scheda tecnica riporta Aqua con due asterischi, cioè acqua termale vulcanica.

Se la nota non c’è, quell’acqua va considerata acqua comune, anche se la confezione parla di vulcani o di mare.

Il fango e la terra di Fuller

L’uso del fango sulla pelle è antico. Alle Eolie ha un luogo simbolo: il Laghetto dei Fanghi, una pozza naturale sull’isola di Vulcano. Se pensi di andarci, informati prima che sia accessibile: l’apertura dipende dalle condizioni di sicurezza e dalle autorizzazioni locali.

Cosa sono i fanghi

Alle terme i fanghi “maturi” si chiamano peloidi: miscele di materiali molto fini, minerali o biologici, con acqua minerale o di mare, applicate calde e in strati spessi. In un cosmetico da usare a casa il fango è invece uno degli ingredienti della formula, accanto ad altri che idratano.

Solum Fullonum: cosa dice il nome e cosa no

Nei nostri scrub il fango compare come “Solum Fullonum”, il nome INCI della terra di Fuller, un’argilla molto fine. Secondo il database COSMILE, nella formula assorbe, addensa, aiuta a formare un gel e rende il prodotto opaco.

Il nome, però, non dice da dove viene l’argilla. Che sia un fango di origine termale lo dichiara la scheda tecnica del laboratorio di formulazione, con una nota legata all’asterisco.

Cosa può fare sulla pelle

Il fango assorbe. In una maschera o in uno scrub raccoglie il sebo in eccesso e le impurità in superficie, e dà una sensazione di pulito profondo. Usato puro o troppo spesso, però, può seccare. Con gli anni la pelle tende a produrre meno sebo: meglio scegliere fanghi dentro formule che idratano, e usarli con misura.

Tempi di posa, frequenza e scelta in base al tipo di pelle sono nell’articolo fango per il viso: cosa fa e come si usa. Per il viso il nostro scrub con fango è Lava di Stromboli, con terra di Fuller e amido di riso.

Dal mare: sale marino e alghe

Intorno alle Eolie il mare è ovunque. Due ingredienti vengono da lì: il sale e le alghe. Sono diversi tra loro, ma in cosmetica lavorano bene insieme, soprattutto nei prodotti per il corpo.

Maris Sal, il sale marino

Nell’INCI il sale marino si chiama “Maris Sal”. Il suo ruolo dipende dal prodotto. In uno scrub i suoi granelli fanno un’esfoliazione meccanica: con il massaggio portano via le cellule secche in superficie, e la pelle al tatto diventa più liscia. In una crema, invece, il sale è presente in piccole quantità e ha un ruolo di supporto nella formula.

Il sale si scioglie con l’acqua: mentre massaggi, i granelli si consumano. Basta poco tempo e una mano leggera, senza premere.

Il sale sulla pelle secca

La pelle secca può trarre vantaggio da uno scrub, ma a una condizione: che sia delicato e seguito subito da una crema o un balsamo. Una o due volte a settimana bastano. Ogni quanto farlo, come massaggiare e cosa mettere dopo lo spieghiamo in scrub corpo per la pelle secca.

Un’attenzione pratica: il sale su un taglietto o su una pelle appena depilata pizzica. In quei giorni meglio rimandare.

Le alghe marine

Nell’INCI le alghe si riconoscono dal nome latino seguito da “Extract”. Fucus Vesiculosus, Laminaria Digitata e Undaria Pinnatifida sono alghe brune, Palmaria Palmata è un’alga rossa. La spirulina, che nell’INCI trovi come Spirulina Platensis o Spirulina Maxima, è una microalga di colore verde-azzurro.

In una formula gli estratti di alghe sono usati di solito come condizionanti: aiutano la pelle a restare morbida. Ci sono poi le microalghe marine, organismi di una sola cellula. In molti nostri prodotti per il viso ci sono due estratti di microalghe marine, Cylindrotheca Fusiformis e Nannochloropsis Oceanica.

Sale marino grosso al naturale
Sale marino
Alghe marine fresche sugli scogli
Alghe marine
Sale marino (Maris Sal) e alghe marine (estratti di alghe): nell'INCI di Fanghi di Vulcano.

L’acqua di mare

Esiste anche l’acqua di mare come ingrediente, con il nome INCI “Sea Water”. Il database COSMILE la classifica come solvente e umettante, cioè un ingrediente che aiuta a mantenere l’umidità nel prodotto. Non va confusa con l’acqua termale: sono due acque diverse, con nomi INCI diversi.

Le piante del Mediterraneo: fico d’India, mandorlo, aloe, rosa

Sulle Eolie crescono piante che resistono al sole, al vento e alla salsedine. Molte di queste, o loro parenti mediterranee, sono ingredienti cosmetici classici. Non tutte vengono dalle isole: appartengono allo stesso clima e alla stessa tradizione.

Il fico d’India

Il fico d’India è una presenza comune sulle isole, spesso lungo i muretti a secco. In cosmetica si usano parti diverse della pianta, e l’INCI le distingue: “Stem Extract” è l’estratto delle pale, “Flower Extract” quello dei fiori, “Seed Oil” l’olio dei semi. L’estratto delle pale si usa per aiutare la pelle a restare morbida e in buone condizioni. Lo trovi in diversi nostri prodotti, dal latte detergente agli scrub.

Il mandorlo dolce

L’olio di mandorle dolci (Prunus Amygdalus Dulcis Oil) è uno degli oli vegetali più antichi della cosmetica mediterranea. Si ottiene per spremitura dei semi, è ricco di acidi grassi insaturi e lascia la pelle morbida. Per questo lo si trova spesso nei latti detergenti e nelle creme per pelli secche.

L’aloe

L’aloe (Aloe Barbadensis) è una pianta grassa che conserva acqua nelle foglie. Nell’INCI la trovi come succo delle foglie, a volte in polvere (“Leaf Juice Powder”). In una formula aiuta a dare idratazione e una sensazione di freschezza.

La rosa e i fiori d’arancio

Le acque aromatiche si ottengono distillando i fiori. Nell’INCI le riconosci da “Flower Water” o semplicemente “Water” dopo il nome della pianta: Rosa Centifolia Water è l’acqua di rosa, Citrus Aurantium Amara Flower Water è l’acqua di fiori d’arancio amaro. Hanno un profumo leggero e a volte sostituiscono una parte dell’acqua della formula.

Due persone tra le pale di fico d'india e i capperi che crescono sulla pietra lavica di Salina
Le piante del Mediterraneo crescono tra pietra lavica e mare.

Come metterli insieme nella routine

Ogni ingrediente ha il suo momento. Ecco una settimana tipo, semplice:

  1. Mani di donna di circa 55 anni che sciacquano il viso con acqua tiepida sopra una bacinella di ceramica bianca, terrazza eoli

    1 Detergi con delicatezza

    Mattina e sera usa un detergente morbido, meglio se con una base di acqua termale e oli vegetali. Niente schiuma aggressiva sulla pelle secca.

  2. Mano che massaggia con movimenti circolari un velo di scrub granuloso grigio sull'avambraccio bagnato, pietra lavica sullo sf

    2 Leviga una o due volte a settimana

    La sera, su pelle umida, massaggia uno scrub con fango, sale o polveri vegetali. Pochi minuti, movimenti circolari, poi risciacqua.

  3. Mani che stendono una crema bianca sulla guancia ancora umida di goccioline d'acqua, primo piano

    3 Idrata subito dopo

    Sulla pelle ancora leggermente umida stendi siero e crema, prima che si asciughi del tutto.

  4. Mani di donna matura che massaggiano un balsamo bianco sul ginocchio e sullo stinco, seduta su un muretto di pietra al sole

    4 Nutri il corpo

    Dopo lo scrub corpo stendi un balsamo o una crema ricca, insistendo su gomiti, ginocchia e talloni.

Gli errori più comuni

Pensare che naturale voglia dire delicato

Un ingrediente di origine naturale non è per forza adatto a ogni pelle. Il fango puro può seccare, il sale può irritare una pelle sensibile, alcuni oli essenziali e profumi possono dare fastidio. Conta la formula intera, la frequenza d’uso e la tua pelle. Se hai una pelle reattiva, prova un prodotto nuovo su una piccola zona prima di usarlo ovunque.

Leggere solo il fronte della confezione

Il nome del prodotto e le parole in evidenza raccontano un’idea; l’elenco degli ingredienti dice che cosa c’è dentro. Gira la confezione, scorri l’INCI e leggi le note in fondo: è lì che trovi l’origine dichiarata degli ingredienti.

Usare il fango e il sale troppo spesso

Una o due volte a settimana bastano. Usati ogni giorno, fango e sale possono togliere alla pelle troppi grassi naturali e lasciarla secca e arrossata.

Saltare la crema dopo lo scrub

Uno scrub toglie, non aggiunge. Se dopo non metti nulla, soprattutto d’inverno, la pelle può tirare più di prima. Siero e crema sul viso, balsamo sul corpo.

La nostra proposta: Fanghi di Vulcano

Fanghi di Vulcano è il nostro scrub corpo e riunisce molti degli ingredienti di questa guida. La base è acqua termale di origine vulcanica (Aqua), con terra di Fuller (Solum Fullonum), che nella scheda tecnica è indicata come fango di origine termale. A levigare è soprattutto il sale marino (Maris Sal); in formula ci sono anche estratto di riso (Oryza Sativa Extract) ed estratto di bambù (Bambusa Vulgaris Sap Extract). Dal mare arrivano gli estratti di alghe, come Fucus Vesiculosus e Laminaria Digitata, e la spirulina (Spirulina Platensis Extract). Dal Mediterraneo l’estratto di pale di fico d’India (Opuntia Ficus-Indica Stem Extract), l’aloe (Aloe Barbadensis Leaf Juice Powder) e l’acqua di fiori d’arancio amaro (Citrus Aurantium Amara Flower Water).

Si massaggia sulla pelle inumidita con movimenti circolari, dal basso verso l’alto, poi si risciacqua senza usare detergenti. Si usa una o due volte a settimana, la sera, prima di una crema o di un balsamo per il corpo.

Domande frequenti

Quali sono gli ingredienti naturali più usati nei cosmetici?

Tra i più diffusi ci sono gli oli vegetali (mandorla, oliva, girasole, jojoba), i burri come il karité, l’aloe, le acque aromatiche di fiori, le argille e i fanghi, il sale marino e gli estratti di alghe e di piante. Molti hanno un nome latino nell’INCI: imparare i principali aiuta a riconoscerli.

Cos’è l’acqua termale e come la riconosco nell’INCI?

È un’acqua che risale dal sottosuolo dopo aver attraversato strati di roccia, da cui prende sali minerali. Nell’INCI si scrive “Aqua”, come qualsiasi acqua. Per sapere se è termale cerca l’asterisco e la nota in fondo all’elenco degli ingredienti.

Cosa fa il fango sulla pelle?

Soprattutto assorbe: raccoglie il sebo in eccesso e le impurità in superficie. In uno scrub contribuisce anche a levigare. Sulla pelle secca o matura meglio sceglierlo dentro una formula che idrata, una o due volte a settimana.

Il sale marino fa bene alla pelle?

In uno scrub il sale marino leviga e lascia la pelle più liscia al tatto. Va usato con delicatezza, su pelle umida, e seguito da una crema o da un balsamo. Evitalo su taglietti, irritazioni o pelle appena depilata, perché pizzica.

Naturale vuol dire che non dà mai fastidio?

No. Anche gli ingredienti naturali possono non andare bene a tutte le pelli: alcune componenti dei profumi, per esempio, sono elencate per nome proprio perché a qualcuno possono dare fastidio. Se hai la pelle reattiva leggi l’INCI e prova il prodotto su una piccola zona.

Fonti

  1. Isole Eolie (Aeolian Islands) — UNESCO World Heritage Centre: iscrizione, studio vulcanologico dal XVIII secolo, eruzioni vulcaniana e stromboliana.
  2. The Role of Thermal Water in Chronic Skin Diseases Management: A Review of the Literature — Cacciapuoti S. et al., Journal of Clinical Medicine, 2020: origine e classificazione delle acque termali, uso cosmetico, meccanismi non del tutto chiariti.
  3. AQUA — COSMILE Europe (Cosmetics Europe): l’acqua come solvente e base dei cosmetici; le acque per origine, compresa l’acqua termale.
  4. SOLUM FULLONUM — COSMILE Europe: funzioni della terra di Fuller (assorbente, gelificante, viscosizzante, opacizzante).
  5. SEA WATER — COSMILE Europe: acqua di mare come solvente e umettante; fanghi nelle maschere per assorbire il sebo in eccesso.
  6. Scheda tecnica di Fanghi di Vulcano (laboratorio di formulazione LFA, marzo 2026) — INCI, note sull’acqua termale e sul fango di origine termale, modo d’uso.